Roggia Geronda

Nota: il materiale qui pubblicato è ripreso dal sito del Consorzio Irrigazioni Cremonesi per la gentile concessione dell'ing. Stefano Loffi

Cenni storici

Nella formazione del cavo Geronda, eseguito dal Marchese Galeazzo I Pallavicino, si crede anteriormente al Naviglio Grande Pallavicino, venne occupata parte dell'antico alveo della roggia Calciana, che si estendeva oltre la strada provinciale Crema-Soncino a meridione della medesima e parte della roggia Castellana.

I cavi Calciana e Gronda, altre volte detta Marchesina, si aggiunsero al sistema dei cavi Pallavicino mediante acquisto fatto dal marchese Adalberto Pallavicino con istromento 28 febbraio 1527 a rogito del notaio Giovanni Maria Ariberti di cremona. Mediante tale istromento le ragioni Pallavicino rimasero gravate di canone enfiteutico, in parte affrancato, coi successivi istromenti 21 maggio 1547 a rogito Ariberti e Gariverti 11 maggio 1566 a rogito notaio Antonio Gemma.

In una relazione dell'Arigone Ingegnere del Naviglio Pallavicino nominato nel 1672, si legge che venne occupato parte del cavo Filibbera e che per compenso agli utenti della stessa, il Marchese Adalberto Pallavicino diede la bocca Filibbera di once dieci cremonesi, delle quali 8 per detto compenso e 2 per vendita fatta ai medesimi; è però più credibile che si sia occupata questa Filibbera con la formazione del Naviglio Grande Pallavicino coincidendo l'andamento indicato.

Le due bocche proprietarie estraenti l'acqua da questo cavo dette la Filibbera e la Castellana, furono soggetto di rumorose liti, specie in caso di prolungate siccità Si legge in un trattato di agrimensura dell'ingegnere Antonio Galosio al capo XV delle acque correnti "che nel 19 maggio 1676 fu ordinato dalla Curia Pretoria di Cremona a favore della bocca Filibbera (la quale estrae poco superiormente al mulino di Moscona) che non decorrendo piena una tal bocca, si dovesse operare in modo che avesse l'intiera propria competenza con attraversare lo stesso Naviglio onde derivare nella Geronda tutta quella che potesse bastare, e consta da relazione 27 maggio 1676 dell'ingegnere Colleghi incaricato d'ufficio, che fece fare la traversata nella Geronda ad esclusione delle rogazioni inferiori e non bastando fece chiudere tutte le bocche affittuarie superiori fino al Naviglio stesso sino all'uopo di derivare così l'intiera competenza di essa bocca”.

Anche la bocca Castellana di più antico contratto della Filibbera e di ubicazione a questa superiore, assai prima del 1676 ottenne per ordine del Podestà di Cremona l'attraversata nella Geronda ad esclusione delle inferiori. Ammessa anche la verità nell'atto colleghi, potrebbe questo ritenersi arbitrario e non appoggiato a reali diritti, ed in ogni caso sembra ragionevole ed equo che la straordinaria penuria d'acqua come pubblica calamità debba essere sopportata da tutti in proporzione.

Risulta dagli atti 9 maggio 1770 e 18 agosto 1778, rinvenuti nell'archivio Picenardi-Sommi, essere stata ordinata la traversata nella Geronda e non nel naviglio Grande Pallavicino, per la bocca Castellana pià volte nel corso dei secoli XVII e XVIII.

Il percorso

La Geronda viene derivata dal Naviglio Grande Pallavicino dalla bocca posta nella sponda destra contigua alla strada provinciale Crema-Soncino ad incastro di quattro porte e con breve cavo detto Il Traversino che scorre lungo il lato di tramontana della nominata strada da levante a ponente introducendo le acque nelle estremità della descritta Calciana presso Ticengo, le quali unite alle residue di essa sottopassano la strada provinciale mediante due vicini ponti, dando origine quelle che sottopassano il primo alla Geronda e quelle che sottopassano il secondo alla roggia Filibbera Brugnana.

Il cavo Geronda prosegue, per una tratta, parallelo al Naviglio Grande, attraversa in seguito l'abitato di Cumignano animando la Molazza ed il Brillatoio, in ragione della casa Pallavicino di Cremona, si accosta più avanti alla strada comunale per Moscona, che la fiancheggia ora a destra ora a sinistra; quindi si stacca il cavo dalla strada comunale e con andamento alquanto tortuoso tendente però a sud-est entra dopo lungo corso fra l'abitato di Soresina dove animava il mulino del marchese Giorgio Guido Pallavicino, un altro dei Condòmini dei cavi Pallavicini; dopo l'abitato prosegue il cavo a fianco della strada esterna di Soresina dove vi sono le ultime bocche di estrazione e uno scaricatore per le acque sovrabbondanti le quali vengono condotte al Serio Morto alla distanza di quattro miglia da un cavo colatore.

La lunghezza di questo cavo dalla sua derivazione dal Naviglio Grande Pallavicino all'estremità è di 7,370 chilometri. Dal Naviglio Grande Pallavicino, all'imbocco del ponte per la strada provinciale Crema si derivava a destra per incastrone a quattro porte il Traversino di Geronda. Con l'abbandono del cavo Filibbera Brugnana, avvenuto nel 1960, il trasferimento della bocca Filibberino al km 1,890 di Geronda, in Cumignano sul Naviglio al km 17,755 del Naviglio Grande Pallavicino (1962) e della bocca Castella dal km 3,820 di Geronda al km 33,820 del canale Pietro Vacchelli, fu possibile abbandonare, nel 1962, il Traversino di Geronda (previa muratura delle bocche di presa sul Naviglio Grande) ed il tratto di Geronda sino all'attraversamento del canale Vacchelli (km 4,800). Al fine, però, di non creare difficoltà in archivio si mantenne la vecchia indicazione chilometrica il cui zero iniziava alla strada Ticengo-Soncino.

Fonti

  • AA.VV., Roggia Geronda, in http://www.consorzioirrigazioni.it - Consorzio Irrigazioni Cremonesi, per gentile concessione dell'ing. Stefano Loffi
     
 Ultimo aggiornamento: 26/02/2018


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